BimboTeatro e lo sviluppo emotivo nei bambini

Psicologia dello Sviluppo
29 Marzo 2019

Sin dalla nascita il bambino riconosce le espressioni facciali del volto dell’altro, inizia a percepirne gli effetti diventando sempre più abile nel comprendere le emozioni altrui e nel rispondere in modo appropriato a seconda dell’emozione. Le emozioni hanno un ruolo centrale nel sentire e percepire se stessi, le persone, l’ambiente e gli oggetti (Camaioni, Di Blasio, 2007). L’aspetto fondamentale dello sviluppo emotivo è legato all’acquisizione di competenze complesse che hanno un ruolo importante nella costruzione e comprensione delle relazioni interpersonali.

Le emozioni sono definite come un allontanamento da uno stato di quiete dell’organismo, attraverso risposte fisiologiche, cognitive, motivazionali, comunicative e sociali. Sono competenze complesse che attivano sistemi e abilità diverse e hanno un ruolo fondamentale nella costruzione e comprensione delle relazioni interpersonali. Nel processo di acquisizione delle emozioni è fondamentale avere a mente due aspetti imprescindibili, entrambi centrali per un sano sviluppo emotivo:

      • le emozioni che il bambino prova e manifesta
      • le emozioni che il bambino vede e comprende nell’altro.

  • Nello sviluppo interattivo, nello scambio continuo tra il bambino e l’ambiente esterno e viceversa, di fondamentale importanza è la comprensione dello stato d’animo altrui che permette una risposta congrua all’emozione dell’altro stimolando la costruzione di relazioni sociali.

Nel gioco di BimboTeatro, l’attore informale crea un ambiente ad altissima densità emozionale, presenta le proprie emozioni e risponde agli stati emozionali del bambino innescando quel processo interattivo di osmosi con l’ambiente esterno che accompagnerà il bambino nella costruzione della relazione interpersonale.

Le emozioni giocate nel laboratorio sono proposte attentamente per le varie fasce d’età; inizialmente saranno emozioni primarie come gioia, rabbia, tristezza, disgusto, sorpresa e in seguito s’indagheranno quelle più complesse, le secondarie, che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita e l’interazione sociale (allegria, vergogna, ansia, gelosia, perdono).

Il bambino, grazie al ruolo dei mediatori esterni (genitori, nonni, educatori) e degli stimoli ambientali che attivano delle risposte adeguate e funzionali, impara progressivamente a regolare le proprie emozioni.

Il ruolo del mediatore esterno è importantissimo nel perché grazie ad esso il bambino impara che un’emozione non dura per sempre: essa ha un inizio, un picco e una fine. È importante che il mediatore lavori affinché il bambino non pensi di trovarsi costantemente dentro un’emozione e possa ritornare nel suo stato di quiete. L’attore informale stimola il passaggio da un’emozione a un’altra curando il gesto e lo stato d’animo verso la regolazione emozionale. Il bambino sin dalla nascita ha competenze precoci di autoregolazione, (gira la testa se sente un sapore non gradevole o utilizza la suzione per calmarsi) è un bambino competente.

Inserito in un ambiente che lo stimoli e che risponda adeguatamente ai suoi bisogni, il bambino riuscirà a diventare costruttore attivo di strategie di autoregolazione emozionale.

La capacità di autoregolazione delle emozioni migliorano con lo sviluppo di altre capacità che consentono un controllo attivo sugli stimoli come le capacità attentive e le capacità motorie, per questo BimboTeatro lavora sinergicamente nel proporre la globalità degli stimoli affinché possa avviarsi uno sviluppo sociale interattivo armonico del bambino.

    • Shaffer R. H. (2004). Psicologia dello sviluppo. Un’introduzione. Tr. It. (2005) Milano: Raffaello Cortina Editore.
    • Battacchi W. (2004). Lo sviluppo emotivo. Bari: Laterza Editore.
    • Camaioni L., Di Blasio P. (2007), Psicologia dello Sviluppo. Bologna: Il Mulino.
    • Denham S. (1998). Lo sviluppo emotivo nei bambini. Tr. It. (2001) Roma: Astrolabio.
© Giulia Parrucci