Categoria: metodologia

30 gennaio 2018

In BimboTeatro l’organizzazione dello spazio rappresenta un fondamentale veicolo educativo. Lo spazio in cui si allestisce il laboratorio è uno spazio carico di significati affettivi e si configura come un microcosmo esperienziale rappresentativo del vissuto del bambino, uno spazio di vita e un luogo di affetti dove costruire, distruggere, ricostruire sempre nuovi significati e allenare abilità complesse. […]

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5 novembre 2017

Si è concluso il primo corso di formazione per “Attore informale BimboTeatro” e “Operatore accreditato BimboTeatro” di primo livello tenuto da TeatroLab presso il nido Totem Centro pilota BimboTeatro a Pescara. “Percepire altri mondi ed entrare in uno di essi dà la possibilità di comprendere la poliedricità di ogni situazione in cui vi troverete; vi […]

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19 maggio 2017

Essere un’attore informale di BimboTeatro, prima di tutto, è sentire il divino e realizzarlo attraverso se stessi. Artaud, nella sua opera Il teatro e il suo doppio, considera imprescindibile per l’attore ritrovare l’accezione mistica di cui il nostro teatro ha smarrito completamente il senso. Il lavoro fondamentale dell’attore informale è quello di officiare un rito, così […]

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12 gennaio 2017

Il filo conduttore della pratica laboratoriale di BimboTeatro è l’attore informale, una guida che  realizza un dialogo emozionale e che trasporti il bambino dentro il gioco del teatro, attraverso la costruzione di una relazione affettiva. Assumere il ruolo di attore informale significa guidare il bambino con la propria energia, il proprio esempio, in una parola il proprio […]

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11 gennaio 2017

Dopo molti anni di lavoro con i bambini ho collezionato prassi e azioni educative che avanzano naturalmente verso il piacere e il benessere del bambino. Collezionare però non vuol dire codificare; non significa per me creare un metodo chiuso e preconfezionato di lavoro. Il laboratorio non è un procedimento che segue criteri sistematici in vista […]

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28 novembre 2016

ovvero il Teatro come mediatore del percorso che va dal gioco simbolico al gioco creativo.  “Facciamo finta di…” la formula magica trasforma il mondo! Il gioco del teatro è il gioco che inizia sempre con una formula magica attraverso cui la mimesi da vita allo sviluppo della creatività e del problem solving. In un interessante […]

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29 marzo 2016

Il Teatro, linguaggio artistico dalla natura sfuggevole che difficilmente si lascia schematizzare in confini chiusi e definiti. La sua storia ce lo racconta come oggetto mutevole, dai contenuti differenti e a volte contrastanti. Alle origini, molto distante dai modelli culturali oggi noti, lontano da obiettivi estetici o formali, intriso di  ritualità, trova la sua forza nella […]

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17 novembre 2015

“Uno degli accessi alla via creativa consiste nello scoprire in se stessi una corporeità antica alla quale si è collegati da una relazione ancestrale forte. […] Ogni volta che scopro qualcosa ho la sensazione che sia ciò che ricordo. Le scoperte sono dentro di noi, e bisogna fare un viaggio all’indietro per arrivare fino a […]

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8 settembre 2015

Nella mia scelta lavorativa avere dubbi è l’essenza stessa della ricerca. Il dubbio mi permette di ricentrare continuamente la risposta alla domanda che mi sono posta per molto tempo prima di intraprendere questo percorso, ovvero quali potrebbero essere le ipotesi metodologiche più adatte a un teatro dedicato ai bambini da 0 a 3 anni. La risposta arriva come una voce lontana, che si avvicina lentamente, mi sembra quasi di afferrarla, trattenerla per sempre con me per possedere la certezza di un’unica ipotesi metodologica da fissare su di un foglio bianco, immutabile nel tempo.

Ma poi, come un uragano, torna tumultuosa la domanda: cosa viviamo ogni volta nel laboratorio di BimboTeatro?

Ogni volta sembra di percepire qualcosa di così certo, di così indiscutibilmente sicuro… ma se cerco di rivivere quelle emozioni, mi accorgo che queste non sono più nominabili. Ci si aggrappa a certezze momentanee, si cercano fogli di carta per bloccare momenti di vita e ci si accorge che ciò che rimane è solo un foglio di sogno sbriciolato…
Dopo l’uragano, però, arriva il sereno, il profumo della pioggia è ancora nell’aria ma la risposta è lì che aspetta, la conoscevo già, ma l’essere umano ama procurarsi degli ostacoli per avere l’opportunità di superarli e di crescere. In questa profumata tempesta, come sempre, a farla da padrona sono le emozioni, dunque, inevitabilmente, una delle domande che mi pongo in questi giorni è quanto è importante, per un bambino, essere emotivamente competente e come si sviluppano le diverse abilità che compongono la competenza emotiva.

Un interessante articolo di Ilaria Grazzani Gavazzi, (Professore associato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Università di Milano-Bicocca) si dedica al tema dello sviluppo della competenza emotiva nei bambini (http://www.socioemotionalcognition.formazione.unimib.it/wp-content/uploads/2012/07/PDF18.pdf). Ho trovato molto interessanti le due tabelle contenute nell’articolo (che riporto di seguito) che illustrano in modo semplice e chiaro quali sono le componenti della consapevolezza emotiva e quali sono le tappe di sviluppo delle componenti.

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Tre, dunque, le componenti principali della competenza emotiva: l’espressione, la comprensione e la regolazione delle emozioni in sé e negli altri. L’espressione è l’aspetto riguardante la comunicazione non verbale, lo sguardo, la postura, il gesto, l’azione. La comprensione è la consapevolezza dei propri stati emotivi o di quello degli altri, che può essere stimolata, nel corso dello sviluppo, grazie ad esperienze adeguate come la drammatizzazione, la musica. La regolazione delle emozioni è stata definita dallo studioso Thompson come l’insieme dei processi coinvolti nella valutazione e nella modifica delle reazioni emotive. Anche in questo caso i bambini possono essere sostenuti e incoraggiati ad attingere alle proprie risorse interne per far fronte a situazioni problematiche nel modo più efficace, attraverso proposte di giochi di simulazione che lo stimolino e lo allenino alla creazione di percorsi immaginari e di problem solving. Interessante, ancora, è stato riflettere sulla regolazione delle emozioni dal punto di vista evolutivo: questo processo “coinvolge il bambino e chi si prende cura di lui attraverso una mutua regolazione guidata principalmente dall’adulto; questi offre la struttura esterna affinché i processi di regolazione possano basarsi, nel corso dello sviluppo, non più solo sulla regolazione reciproca ma anche sull’autoregolazione” (Grazzani Gavazzi, 2009). Nella seconda tabella, Ilaria Grazzani Gavazzi ci illustra i cambiamenti evolutivi nello sviluppo delle tre componenti di espressione, comprensione e regolazione emotiva.

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La capacità di apprendere e comprendere il teatro è innata in tutti i bambini, non è una prerogativa di pochi eletti, è però influenzata dall’ambiente in cui vive. È molto importante proporre un laboratorio teatrale basato su determinate caratteristiche: azioni brevi, perché la capacità di attenzione del bambino e di elaborazione del gesto è limitata, ritmi complessi con frequenti variazioni e ripetizioni di tempo, perché il bambino riesca a crearsi un proprio vocabolario di linguaggio ritmico e sonoro, pause e silenzi per favorire la qualità dell’ascolto, percepire le differenti sfumature timbriche e permettere al bambino di pensare il gesto, l’emozione e il suono. L’azione è uno degli elementi fondamentali che, a differenza del movimento puramente estetico, accoglie in sé un atto intenzionale.

Un bambino molto piccolo non ha esperienza del mondo e delle reazioni emotive, non sa dare un nome a quello che prova, spesso lo pervadono sentimenti di paura, inadeguatezza, impotenza così come gioie estreme possono lasciarlo turbato. Accompagnarlo attraverso percorsi che lo aiutino a perfezionare sempre più il processo di regolazione delle emozioni potrebbe risultare, a mio avviso, molto utile.

Sin dai primissimi anni di vita il bambino è pronto a recepire tutti i segnali attorno a lui, ad intuire un messaggio dai gesti, dalle parole, dalla mimica facciale e dai comportamenti ed è capace di rielaborare il suo vissuto emotivo in termini creativi attraverso due processi fondamentali che mettono in moto il suo apprendimento: l’imitazione e l’identificazione, entrambi elementi fondamentali del teatro. In una prima fase, il bambino apprende attraverso l’imitazione per giungere, in una seconda fase a trasformare la sua esperienza mimetica di apprendimento in un’esperienza più personale, arricchita da ciò che caratterizza la sua individualità.

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9 giugno 2015

Sulla scena non basta credere e identificarsi, bisogna giocare. Jacques Lecoq Il laboratorio propedeutico “Il corpo e la sua voce” guida l’educatore e il genitore verso un percorso di conoscenza delle potenzialità espressive del proprio corpo attraverso esercizi e giochi teatrali che coinvolgono il corpo, lo spazio, le relazioni con gli altri, l’immaginazione e la […]

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