Il bambino come costruttore attivo di conoscenze e capacità

contributi scientifici ,metodologia ,Psicologia dello Sviluppo ,Riflessioni pedagogiche
24 Luglio 2019

La metodologia BimboTeatro fonda tutta la sua ricerca sulla visione del bambino come un attivo costruttore di conoscenze e capacità. Egli non è visto né come un ricevitore di influenze provenienti dall’ambiente, né come il risultato esclusivo del proprio patrimonio genetico. Al contrario, è considerato egli stesso attivo costruttore delle proprie conoscenze e propulsore delle proprie capacità intrinseche.

Il bambino non è assolutamente un contenitore da esporre a stimoli ambientali affinché possa riempirsi poco a poco: egli è il progettista, il costruttore delle proprie competenze.

Il progettista, come lo definisce Hayao Miyazaki nel film d’animazione Si alza il vento, è “colui che conferisce forma al sogno”.

Nei suoi studi, Piaget osserva attentamente che da 0 a 24 mesi, periodo da lui denominato sensomotorio, il bambino passa gradatamente dall’applicazione di semplici riflessi primari -che svilupperanno poi in schemi d’azione quali risultato di scoperte casuali- a una vera e propria forma di progettazione delle proprie azioni che sono state interiorizzate; questa dimostra la comparsa della capacità di rappresentazione mentale, cioè la capacità di pensare un oggetto anche se non è in sua presenza.

La comparsa della rappresentazione fa sì che il bambino percepisca il proprio corpo come oggetto in mezzo agli altri, rappresenti se stesso e immagini i propri spostamenti nello spazio come se si vedesse dall’esterno. Questi schemi d’azione diventano schemi mentali.

L’attore informale trasporta il bambino nel gioco del teatro, per la creazione di un legame significativo

Questo è un momento fondamentale per il bambino: avere la rappresentazione mentale dell’oggetto permette di gettare le basi per il successivo sviluppo del gioco simbolico. 

In questo delicato momento di crescita è fondamentale proporre al bambino stimoli tali da consentirgli di costruirsi una vera e propria cassetta degli attrezzi da cui attingere nel momento della costruzione delle sue competenze.

L’attore informale, la guida che non riempie il bambino di contenuti, realizza il dialogo emozionale attraverso una pedagogia della cura; trasporta il bambino nel gioco del teatro attraverso un processo di costruzione della relazione affettiva ed empatica per la creazione di un legame significativo; permette la stimolazione e la creazione di nuovi schemi d’azione sino a giungere alla comparsa della rappresentazione, dove il bambino inizia a formulare primi elementari schemi di pensiero.

BimboTeatro custodisce il bambino nella sua totalità, valorizza e sviluppa le sue potenzialità, offre elementi imprescindibili per la costruzione del sé nella relazione, in un clima di cooperazione e sospensione del giudizio, lavorando sulla percezione, sull’ascolto, sul corpo e sul pensiero infantile.

Il bambino non è un contenitore da riempire; non è un edificio da costruire; non è un risultato da presentare.

  • Camaioni L., Di Blasio P., Psicologia dello Sviluppo, Il Mulino, Bologna, 2007
  • Piaget J., Inhelder B., La psicologia del bambino, Einaudi, Torino, 2001
  • Eberle O., Cenalora, Il Saggiatore, Verona, 1966
© Giulia Parrucci