La metodologia BimboTeatro. Dalle abilità motorio-prassiche allo sviluppo del pensiero

contributi scientifici ,metodologia ,Psicologia dello Sviluppo ,Riflessioni pedagogiche
9 Settembre 2019

Per il bambino il movimento è necessario alla vita. Nella sperimentazione libera del movimento, conosce lo spazio e se stesso. Nella ripetizione di schemi motori consolidati, si specializza. Nella variazione con schemi più complessi, inventa e rappresenta.

Il movimento è un elemento fondamentale, necessario alla vita, inizia come una vibrazione e procede parallelamente allo sviluppo del bambino e delle sue capacità e competenze. Lo sviluppo motorio e prassico è tra quelli a emergenza più precoce, ed è nei primi due anni di vita che il bambino dovrà raggiungere una buona capacità di muoversi nello spazio, questo gli permetterà di utilizzare con più facilità le mani per manipolare, giocare e compiere schemi di azioni sempre più complessi. Tutto questo sarà possibile grazie alla maturazione del sistema nervoso centrale, alle caratteristiche individuali del bambino e all’esposizione all’ambiente e ai suoi stimoli. Il bambino è un soggetto competente e attivo, capace di prendere informazioni dall’ambiente attraverso l’uso dei sensi. Imprescindibile dunque, nella prima e nella seconda infanzia, esporre il bambino a stimoli motorio-prassici sempre più complessi che gli permetteranno di utilizzare gli schemi d’azione in modo sempre più specializzato e differenziato nel progressivo sviluppo.

Piaget ha dedicato grande attenzione allo sviluppo motorio; all’interno della sua teoria sulla nascita dell’intelligenza, un posto fondamentale è occupato da quello che l’autore definisce stadio sensomotorio tra zero a due anni. Dal primo mese di vita ai due anni, attraverso la ripetizione di pattern motori e la variazione, invenzione di mezzi nuovi mediante la combinazione mentale, il bambino passa dalla scoperta all’invenzione, dal tentativo empirico alla combinazione mentale e dallo schema motorio allo schema rappresentativo.

La metodologia BimboTeatro fonda tutto il suo essere su questi due elementi: la ripetizione e la variazione, che fungono da principi cardine grazie ai quali il bambino sperimenta nuovi movimenti casuali che utilizza poi per creare pattern motori via via più complessi per giungere, infine, al raggiungimento dell’azione intenzionale. Piaget chiama le capacità prassiche “sistemi di movimenti coordinati in funzione di un risultato o di un’intenzione”.

Le azioni nella fiaba agìta BimboTeatro stimolano il bambino alla sperimentazione motoria

L’utilizzo delle azioni nella “fiaba agìta” di Bimboteatro, stimola il bambino alla sperimentazione continua e alla ricerca di combinazioni motorie sempre più complesse che si strutturano attorno ad un fine o obiettivo da raggiungere. Partendo dunque da un repertorio limitato il bambino acquisirà la capacità di variare e adattare gli schemi motori in funzione delle informazioni provenienti dalla “fiaba agìta”, dai suoi personaggi, dai contesti e dalla motivazione che la storia susciterà. Tutte le informazioni, i dati percettivi vengono man mano analizzati e integrati tra loro dando origine alla rappresentazione sia dell’oggetto che dell’atto motorio strutturandosi in un engramma, una traccia mnemonica che si organizza nel sistema nervoso come conseguenza di processi di apprendimento e di esperienza. Tutto ciò che il bambino sperimenta attraverso la “fiaba agìta”, una volta stabilizzato e rappresentato mentalmente, potrà essere generalizzato cioè assemblato ad altre unità simili, in altri contesti di vita, per inventare nuove strategie. BimboTeatro, attraverso la spinta motivazionale della magia della fiaba, dei suoi personaggi e dei suoi accadimenti, permette la riproduzione, la disgregazione e la ricombinazione di diversi schemi consentendo al bambino di imparare a usare il movimento con abilità e cominciare ad adoperarlo come matrice del pensiero. Il Teatro, grazie alla mimesi permette in modo naturale lo sviluppo del processo di costruzione del pensiero perché, sulla base di un’immagine mentale acquisita attraverso la percezione, il bambino imparerà a progettare l’azione. Attraverso la ripetizione rituale della storia, il bambino impara che la sequenza motoria può essere variata e perfezionata nel corso di successive ripetizioni e questo lo porterà ad automatizzare i gesti e ad attivare schemi prassici più economici e funzionali a seconda degli stili di apprendimento personali. Il processo di sviluppo sensomotorio si pone alla base dello sviluppo di molte competenze tra cui quella linguistica così come, a sua volta, la lettura della fiaba permette lo sviluppo linguistico consentendo di pianificare e regolare il movimento in base al significato semantico attribuito ad un oggetto.

Bibliografia

  • Camaioni L., Di Blasio P., Psicologia dello Sviluppo, Il Mulino, Bologna, 2007
  • Gopnik A., Il bambino filosofo, Bollati Boringhieri Editore, Torino, 2010 Piaget J.,
  • Inhelder B., La psicologia del bambino, Einaudi, Torino, 2001
© Giulia Parrucci